Tim: in caso di modifica unilaterale delle condizioni contrattuali gli utenti hanno diritto di recedere senza penali né costi di disattivazione.

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Cosa dice la norma

Per l'art. 70, comma 4 del Codice delle Comunicazioni Elettroniche gli operatori modificano le condizioni contrattuali solo nelle ipotesi e nei limiti previsti dalla legge o dal contratto medesimo, ovvero quando tali modifiche siano esclusivamente a vantaggio dell’utente.
Gli operatori devono informare con adeguato preavviso, non inferiore a trenta giorni, i clienti interessati delle modifiche alle condizioni contrattuali, e del loro diritto, se non accettano le nuove condizioni, di recedere senza penali né costi di disattivazione, nonché della possibilità di passare ad altro operatore.

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Cosa fanno (invece) gli operatori?

Malgrado la normativa sia chiara spesso gli operatori abusano della possibilità loro concessa (purtroppo!) di modificare unilateralmente il contratto ottenendo così aumenti tariffari celati dietro a presunte motivazioni di evoluzione tecnica.
In più, altrettanto spesso, addebitano comunque il costo di disattivazione (niente di diverso dalla "vecchia" penale che è stata abolita!) ai clienti che, non accettando le modifiche, inviano il recesso o passano ad altro operatore.

Le domande che si fanno gli utenti sono le solite (e gli operatori lo sanno molto bene!): vale la pena fare una causa per poche decine di euro? Quanto mi costerà? Forse mi conviene pagare?

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Il Giudice di Pace

Premesso che il Giudice di Pace è stato istituito proprio per questo genere di controversie, la risposta alle domande degli utenti è che con Rimborso Telefonico conviene!
Infatti senza costi né rischi ogni utente può vedere tutelati i propri diritti di consumatore al cospetto dei colossi della telefonia.

In questo caso, come in moltissimi altri, il Giudice non può fare altro che applicare la legge e, oltre a stabilire che le somme richieste da Tim come costo di disattivazione non fossero dovute, in più ha condannato l'operatore ad un risarcimento di euro 500 oltre le spese di giudizio in favore dell'utente per la pratica scorretta che ha qualificato come inadempimento contrattuale.

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