Rimborso telefonico - ottieni il giusto risarcimento

Disdetta e recesso spesso sono usati come sinonimi, in realtà non sono la stessa cosa: la disdetta è un atto unilaterale con cui la parte comunica la volontà di non voler rinnovare il contratto; il recesso invece serve a sciogliere un contratto in essere prima della sua naturale conclusione.

Con la disdetta di un contratto o un abbonamento si intende impedirne il rinnovo automatico alla scadenza naturale. La disdetta è gratuita e va esercitata nei termini previsti dalla legge o dal singolo contratto (di solito 30 giorni rispetto la scadenza naturale). E’ necessario, quindi, presentarla entro i termini fissati per non rinnovare automaticamente un contratto che non si intende più sostenere. Le diverse modalità della comunicazione della disdetta all’operatore sono indicate nel contratto sottoscritto e nella Carta dei Servizi.

Il recesso serve ad interrompere un contratto prima della scadenza naturale sottoscritta. In generale, nei contratti sono previste specifiche clausole di recesso che possono prevedere delle penali che servono a compensare la perdita economica subita dall’altra parte contrattuale. Tuttavia nei contratti relativi alla fornitura di servizi legati alle comunicazioni elettroniche, la tutela del consumatore è rafforzata grazie anche all’intervento del legislatore.

Con il Decreto Bersani, i contratti di adesione (come quelli per fornitura di servizi operatori di telefonia, pay tv e in generale comunicazione elettronica) devono prevedere la “la facoltà del contraente di recedere dal contratto o di trasferire le utenze presso altro operatore senza vincoli temporali o ritardi non giustificati e senza spese non giustificate da costi dell’operatore e non possono imporre un obbligo di preavviso superiore a trenta giorni”.

Quindi, nel settore delle comunicazioni elettroniche gli utenti possono liberamente recedere dai contratti in anticipo rispetto alla naturale scadenza degli stessi senza pagare delle penali, dandone comunicazione all’operatore secondo le modalità indicate nel contratto e nella Carta dei servizi. I costi da sopportare sono quelli relativi alla “disattivazione“, cioè i costi che l’operatore può richiedere in sede di recesso anticipato sono soltanto quelli strettamente connessi alle attività necessarie alla lavorazione del recesso, secondo principi economici di causalità e pertinenza. Tali costi devono essere pubblicati dagli operatori sui propri siti web, quindi è possibile conoscere in anticipo i costi di disattivazione in relazione ai diversi servizi offerti.

Per i contratti a distanza, come quelli conclusi telefonicamente, è prevista una particole forma di tutela e garanzia nei confronti del consumatore. In particolare, con il diritto al ripensamento viene riconosciuto all’utente il diritto di ripensare al contratto concluso a distanza e di liberarsi dal vincolo contrattuale manifestando una volontà in tal senso nei giorni immediatamente successivi alla sottoscrizione del contratto (14 giorni).

Puoi approfondire i temi legati al recesso e alla disdetta attraverso queste guide: